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| Mercoledì 27 Luglio 2005 |
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rassegna stampa del 23/07/2005
ECCO I TAGLI INDISCRIMINATI
Se non ci sarà un chiarimento immediato l'Aes minaccia di sospendere ogni collaborazione con la Regione Sardegna.
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IL GIORNALE DI SARDEGNA DEL 23 LUGLIO 2005
di Daniela Paba
Ed i t o r i a
Se non ci sarà un chiarimento immediato l'Aes minaccia di sospendere ogni collaborazione con la Regione Sardegna.
«Ecco i tagli indiscriminati»
Vittime dei tagli e del pregiudizio. Quello di essere parassiti, frutto malato di un’editoria
assistita. Non ci stanno gli editori sardi dell’Aes, l’associazione che riunisce il 90% delle
case editrici isolane, che presentano il proprio j’accuse sulle “politiche della Regione a
sostegno dell’editoria locale”.
Un documento col quale rompono (o meglio «congelano in attesa di un chiarimento sulle
prospettive future») qualsiasi collaborazione con la Regione.
Ancora ieri, infatti durante un ennesimo, “difficile” incontro, si sarebbero sentiti dire che
bisogna «bonificare il settore».
«SULLA NOSTRA PELLE un taglio indiscriminato delle risorse, - ha esordito il vice presidente
Giuseppe Mocci – mentre viviamo con disappunto la mancanza di dialogo e di comprensione,
accusati d’essere privi di professionalità e di competenze». Se non ci sarà un chiarimento tempestivo, ribadisce il presidente dell’Aes, Mario Argiolas «Sospenderemo ogni collaborazione con la Regione.
Dalla partecipazione alle fiere come quella di Francoforte, fino al rifiuto del finanziamento sulla legge 22 per l’acquisto di opere da parte della Regione. Se la cifra è di soli 333.000 euro, dateli alle biblioteche scolastiche perché comprino libri sardi».
I TAGLI ALL’EDITORIA raggiungono percentuali del 42% per il 2004 e del 60% nel 2005. Da un
milione a 450.000 euro. Dopo otto mesi di attesa, la delibera del 2004, licenziata ben due volte dal Consiglio, è stata tagliata di altri 91.000 euro senza spiegazioni. Ma quello che offende gli editori è la mancanza di fiducia in un settore strategico per promuovere il patrimonio culturale dell’Isola.
«Con 3500 titoli l’editoria sarda si distingue per creatività e capacità progettuale» recita il documento «E se oggi molti autori sono conosciuti e tradotti in tutto il mondo ciò si deve anche a politiche regionali che, dagli Anni ’50 ad oggi hanno saputo, con limiti e risorse contenute, creare occasioni
di crescita imprenditoriale ». La legge 35 del 1952 finanziava le tipografie col 50% a fondo perduto per ogni copia stampata. Rifiutata dagli editori, è stata sostituita dalla 22 del 1998 che disciplina editoria
e informazione. Una legge studiata dai funzionari a dispetto delle indicazioni europee, invecchiata
presto. «Chiediamo la sua revisione da anni, nessuno ci sta lavorando». Anche i parametri accedere ai contributi suscitano perplessità «Si attribuiscono 20 punti ai libri che hanno vinto premi per la
narrativa. E gli altri: saggi, ricerche, studi? - dice Mario Argiolas - Si premiano quelli distribuiti
in 200 librerie. Peccato che nell'Isola ce ne sono 50”. Il sospetto è che i soldi dei tagli, anziché per il risanamento del bilancio, subiscano un esodo. Altrove.
L’AES comprende 30 editori e il 90% del fatturato.
Con un catalogo di 3500 titoli gli editori rappresentano un
settore che impiega 1000 persone; chiedono criteri per
la qualità delle proposte: cura, originalità, grafica,
impaginazione, editing.
Daniela Paba
IL GIORNALE DI SARDEGNA DEL 23 LUGLIO 2005
Ufficio Stampa
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