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AESnews / Press / 27 Apr 05

Canale Press

Mercoledì 27 Aprile 2005
rassegna stampa del 25/04/2005
IL SETTORE CRESCE
ISTITUZIONI ASSENTI
Al convegno sull'editoria si è parlato di finanziamenti, tagli alla cultura e nuovi progetti
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IL GIORNALE DI SARDEGNA del 25.04.05
di Francesca Madrigali

Le Istituzioni non ci sono, ma gli addetti ai lavori sì. Il Convegno “La Città dei Libri”, l’atteso appuntamento pomeridiano del sabato della Mostra del Libro di Macomer, è stato incentrato su editoria, finanziamenti, cultura, ma anche storia, democrazia, potenzialità del settore. Quest’anno la Mostra vede protagoniste tematiche che escono dal circolo ristretto degli appassionati e coinvolgono sempre più persone.
Gli argomenti toccano i più disparati interesse e curiosità. Mario Argiolas, Presidente AES(Associazione Editori Sardi), è molto soddisfatto: “I visitatori sono in crescita rispetto allo scorso anno e contiamo di arrivare fino a 25 mila complessivi, i nuovi progetti stanno andando molto bene, soprattutto quelli realizzati in collaborazione con le scuole.” Certo, devi essere un lettore, o almeno un curioso per interessarti al dibattito fra librai ed editori sardi, fra l’altro il primo che ha rotto il ghiaccio fra due categorie che finora si guardavano con un po’ di diffidenza, gli uni perché gli editori magari distribuiscono i libri anche ai giornali o ai supermercati e gli altri perché pensano che i librai promuovano poco i titoli sardi. Ovviamente la strategia è quella di coinvolgere sempre più un mercato vivo e in un certo senso “protetto” come quello della scuola. Non si può comunque che plaudire a delle iniziative che sottraggono i ragazzi alla playstation per metterli di fronte ad un libro che leggono, apprezzano o detestano, di cui incontrano l’autore, che possono insomma “vivere”. Questo è accaduto col progetto “Adotta un libro sardo”, per il quale il libro scelto è stato distribuito due mesi prima della Mostra per preparare gli studenti.

Il convegno, che si è svolto nella Giornata UNESCO del libro e del diritto d’autore 2005, è dedicato ad Emilio Lussu. Proprio sulla figura del mitico comandante è incentrato l’intervento di Gian Giacomo Ortu, curatore dell’opera omnia di Emilio Lussu per la CUEC. Fra l’altro proprio pochi metri dietro lo spazio convegni c’è una mostra dedicata alla “sua” Brigata Sassari, dove giovani in divisa chiedono gentilmente di lasciare una firma ricordo. La posizione degli Editori Sardi, invece, è chiara: continuano la polemica ai tagli sulla cultura e gli appelli al Governatore, assente perché impegnato nel frattempo a Burgos in una riunione con i forestali. L’allarme è sempre quello che riguarda i danni che investimenti striminziti sulla cultura provocano all’intera società.
Il tema dell’identità, cavallo di battaglia ai tempi delle ultime elezioni, è stato apprezzato dall’intero comparto della cultura sarda ma sembra essersi trasformato in un boomerang per il Presidente Soru. Il messaggio dell’AES è forte e chiaro: il ventilato criterio dell’eccellenza è ad alto rischio di discrezionalità e minaccia un settore che conta oltre 4000 titoli. Ovviamente, qualora eccellenza faccia rima con potenzialità commerciale, questo significherebbe ridurre notevolmente la quantità e la qualità della produzione.
Nasce un nuovo associazionismo, iniziative dirette a lavorare insieme, a fare, insomma, “sistema”: termine molto di moda, insieme a “presidio del libro”, che al di là della tendenza segnala fortemente la nuova progettualità degli operatori del settore, la loro agguerrita volontà di non vivere passivamente la ventata di austerity introdotta dal nuovo corso politico. D’altronde, ha concluso Argiolas, “i politici passano, ma quelli che lavorano nel settore restano”. Dell’eccellenza e dei danni collaterali del risparmio culturale ha parlato anche il sociologo Gianfranco Bottazzi, ricordando che dei 130 mila disoccupati sardi individuati dall’ISTAT quasi un terzo non ha nemmeno la licenza media, e sono persone con meno di trent’anni che cercano lavoro: è un dato spaventoso per il mercato del lavoro e per la democrazia stessa. Altri interventi sono stati quelli di Annamaria Baldussi, storico e direttore editoriale di AIPSA, Vittorio Nonnis, libraio, e Francesco Cheratzu, editore Condaghes. Per quanto riguarda il rapporto fra libri sardi e loro giustificazione per così dire “esistenziale”, la domanda giusta è posta dal giornalista Stefano Salis: quanti possono essere interessati all’opera omnia di Lussu? (presumibile) risposta: pochi. Allora questa opera non deve esistere? Non ai posteri ma ai contemporanei l’ardua risposta.

Francesca Madrigali
IL GIORNALE DI SARDEGNA del 25.04.05

 
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