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AESnews / Press / 7 Gen 05

Canale Press

Venerdì 7 Gennaio 2005
Comunicato Associazione Editori Sardi
sospensione delibere su editoria e comunicazione
LA PLURALITA' DELLE VOCI
UNA RISORSA PER LA SARDEGNA
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Comunicato Associazione Editori Sardi
sulla sospensione delibere editoria e comunicazione

L’Associazione Editori Sardi esprime viva preoccupazione per la sospensione, da parte della Giunta Regionale, della delibera di attuazione della L. R. n. 22 del 1998 (editoria e comunicazione) per l’anno 2004. Si augura che la delibera venga rapidamente approvata entro il termine del 10 gennaio 2005 onde evitare che i fondi stanziati dal Consiglio Regionale a favore dell’editoria locale vadano ad aumentare il già cospicuo capitolo delle somme non spese.
Pensiamo che la Giunta, nella sua riunione del 30 dicembre 2004, abbia commesso un errore di valutazione in un quadro di difficoltà finanziarie complessive che può indurre a tagli e al blocco della spesa con l’illusione di risolvere in un breve lasso di tempo problemi che si sono formati nell’arco di decenni e necessitano per essere risolti di programmi a media e lunga scadenza.
D’altra parte gli editori sardi hanno già contribuito al risanamento accettando cospicui tagli di bilancio con l’ultima manovra di assestamento. Gli editori rilevano che nel caso la Giunta blocchi per un anno l’attuazione di una legge del Consiglio Regionale, dotata dei fondi ritenuti compatibili con le difficoltà di bilancio, si aprirebbe un problema istituzionale di assoluto rilievo.
Sottolineano anche che l’eventuale blocco dei fondi più che provocare una crisi delle aziende, che vivono perché stanno sul mercato, provocherebbe un ulteriore impoverimento del tessuto culturale della nostra isola favorendo ancora di più le potenti forze della globalizzazione selvaggia.
Infatti:
- mortificherebbe la produzione e la diffusione della produzione editoriale e culturale locale fortemente connotata sul piano dell’identità culturale (non dimentichiamo che i libri sardi che la Regione acquista sono destinati alle biblioteche e alle scuole dei piccoli centri);
- penalizzerebbe e ridurrebbe la libertà di espressione a favore di quelle grandi forze economiche che puntano a controllare gli spazi di mercato;
- cancellerebbe quella produzione di nicchia e di qualità che non ha grandi spazi di mercato ma che porta qualità, innovazione e promuove nuovi autori e studiosi;

Il libro, il periodico, l’informazione, la comunicazione in genere se finalizzati a promuovere la cultura, la libertà di espressione, la pluralità delle voci, rappresentano una risorsa per la Sardegna, per le sue prospettive di sviluppo. Per questo motivo la Giunta, previa verifica della qualità dei progetti, dovrebbe investire risorse invece che tagliare.
E’ quello che ci auguriamo confidando nell’intelligenza e nella lungimiranza dell’intera classe politica.

Mario Argiolas
Presidente AES

 
 
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